TRAMA
LA FINTA AMMALATA 
di Carlo Goldoni

Adattamento e regia di Giorgio Caprile 

con Franco Oppini, Miriam Mesturino, Roberto D’Alessandro, Giorgio Caprile, Luca Negroni, Riccardo Feola, Giorgia Guerra e Ada Alberti.

In casa di Pantalone, uno degli uomini più ricchi della città, regna preoccupazione visto che da tempo Rosaura, la sua amatissima figlia, mostra vari sintomi di malattia.. Ben presto è chiaro che i suoi sintomi sono frutto di finzione, infatti soffre di mal d’amore. Rosaura finisce per ammettere lo stato reale delle cose alla sua amica Beatrice e alla serva Agatina e svela loro di essere innamorata proprio del medico che viene a visitarla, l’ignaro dottor degli Onesti. Dato che la malattia è l’unico modo per ricevere le visite del dottore che ama, non ha alcuna intenzione di mostrare segni di guarigione. Stanco della mancanza di miglioramenti ed ignaro della reale situazione della figlia, Pantalone decide di sostituire il dottore e chiama per un consulto altri medici: il dottor Buonatesta e
il dottor Merlino. Dal confronto tra i vari luminari uscirà ancora vincitore il dottor degli Onesti, Rosaura confesserà il suo male con grande stupore di tutti i presenti e, nonostante la differenza sociale, Pantalone e il dottor degli Onesti si lasceranno convincere ad un fidanzamento: Rosaura avrà così l’unica cura efficace che ci sia.

 

 

 

TRAMA
LA SORPRESA 
di Pierre Sauvil
Traduzione di David Conati

Adattamento e regia di Giorgio Caprile 

con MIRIAM MESTURINO, ALESSANDRO MARRAPODI, GIORGIO CAPRILE e Clara Vigasio.

Dopo i recenti successi comici “Toc Toc”, “Che cosa hai fatto quando eravamo al buio?”, “Stasera si cena a letto!”, il trio ormai consolidato Mesturino Marrapodi Caprile porta in scena ancora una volta una nuova commedia mai rappresentata in Italia.
Una pièce che vi immergerà nelle vicissitudini di una coppia sull’orlo del divorzio. 
Tra i Chabrier non funziona più nulla. Philippe accumula ricchezze ma Catherine, che si sente trascurata malgrado una vita vissuta in agiatezza, vuole divorziare. Philippe all’idea di dover rinunciare alla metà della sua fortuna, cerca in tutti i modi di evitare il divorzio. Mentre la coppia è nel pieno di una crisi di nervi compare Morin, un povero pensionato che ha deciso di tentare il suicidio proprio davanti alla loro porta di casa per protestare contro l’indifferenza della società nei confronti delle persone disagiate. Il tentativo fallisce, come tutto ciò che ha cercato di intraprendere nella vita. Ma questa improvvisa visita potrebbe risolvere gli oscuri progetti di Philippe Chabrier, pronto a tutto per non vedere la sua fortuna dilapidata… 

Quando Pierre Sauvil scrive “La Sorpresa” a Parigi nel 1999 il successo è immediato. E a vent’anni di distanza, l’argomento resta sempre molto attuale. Questa commedia e questo autore non sono mai stati rappresentati in Italia, in questo mio adattamento ancora una volta ho voluto offrire allo spettatore un ritmo incalzante dove colpi bassi, menzogne e sarcasmi si alternano a risate incessanti.
La durata della commedia è di circa un’ora e mezza.

TRAMA 
STASERA SI CENA A LETTO!
di Marc Camoletti

Adattamento e regia di Giorgio Caprile.

Con Miriam Mesturino, Alessandro Marrapodi, Giorgio Caprile, Andrea Benfante, Clara Vigasio e la partecipazione straordinaria di Margherita Fumero.

Leggendo un messaggio sul cellulare del marito, una donna si convince di essere tradita. Come fare per vendicarsi? Ecco il consiglio a portata di mano su di una rivista femminile: “essere alla moda e praticare il sesso di gruppo per liberarsi dalla routine coniugale”. Con il pretesto di non restare indietro con i tempi e di seguire la moda la donna convincerà il marito a passare alla via di fatto: organizzare una serata per far sesso di gruppo. Ma il marito cercherà di evitare in tutti i modi di passare alla pratica in un tourbillon di situazioni che trascineranno i protagonisti in una cascata di equivoci e risate.

NOTE DI REGIA
La commedia, scritta nel 1980 da Marc Camoletti e da lui stesso diretta la prima volta al Teatro Michel di Parigi, ha raggiunto le 1700 repliche ed io ho ritenuto farne un adattamento moderno introducendo situazioni più di attualità e facendo usare ai protagonisti la tecnologia odierna. Ho mantenuto tuttavia il ritmo e la vivacità delle commedie del vaudeville francese, il cui unico scopo è quello di far ridere. Lo spettacolo è suddiviso in due atti e la durata è di circa un’ora e quaranta minuti. (Giorgio Caprile)

TRAMA
“CHE COSA HAI FATTO QUANDO ERAVAMO AL BUIO?”
di Claude Magnier

Jacqueline si sente trascurata dal marito Robert, troppo assorbito dagli affari. Nervosa e irrequieta a seguito di questa situazione, per riuscire a dormire è costretta a prendere del sonnifero. Addormentatasi profondamente non s’accorge che accanto a lei c’è un altro uomo. Al rientro il marito trova i due a letto assieme. Lo sconosciuto è Claude, un affascinante e simpatico seduttore che con il suo charme riesce a conquistare la donna. Malgrado la particolare situazione, tra i due uomini nasce una reciproca simpatia tanto da renderli, in alcuni momenti, complici. Alla fine Jacqueline preferirà le qualità del marito alle simpatiche bugie di Claude. La commedia debutterà il 17 luglio 2017 al 51° Festival Teatrale di Borgio Verezzi. 
Prima commedia di Claude Magnier (autore anche di “Oscar, un fidanzato per due figlie” e “Jo e il Gazebo”) scritta nel 1955 da cui è stato tratto il film hollywoodiano “Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio?” con Doris Day, nella sua ultima interpretazione cinematografica, Robert Morse, Patrick O’Neal e Terry-Thomas.

NOTE DI REGIA
Quando ho visto questa scoppiettante commedia francese nella versione originale, ho deciso che prima o poi l’avrei portata in scena nei teatri italiani, ed eccola qua, pronta per il pubblico italiano. Ho pensato di fare un adattamento più moderno, non alterando però il ritmo e la verve comica contenuta nel testo originale. La pièce è del genere di “theatre de boulevard” cioè rappresentazioni teatrali leggere e divertenti, che venivano messe in scena nei teatri situati alla periferia di Parigi fin dal 1800, costruiti apposta per divertire ed attirare con rappresentazioni di questo genere un certo tipo di pubblico e contrastare i teatri ufficiali parigini. La commedia è in due atti suddivisa in cinque quadri (tre nel primo atto e due nel secondo), la durata è di circa un’ora e mezza.

Giorgio Caprile

TRAMA
TOC TOC
di Laurent Baffie 

Presentazione e note di regia (prima di inizio prove)

Nell’anticamera di un luminare della neuropsichiatria (il dottor Stern) arrivano, uno dopo l’altro, sei pazienti in attesa di essere visitati: ognuno di essi è affetto da TOC (acronimo francese di trouble obsessionnel compulsif, ovvero disturbo ossessivo compulsivo). Accomunati dalla certezza che la visita del luminare – che sarà una ed unica – rappresenti per ognuno l’ultima speranza di guarigione dai vari e diversi TOC, in uno crescendo caratterizzato da spasmodica attesa (l’arrivo del dott. Stern è sempre annunciato da una solerte segretaria però al tempo stesso rimandato) ma anche da situazioni comiche e gags esilaranti, i pazienti improvvisano una partita a Monopoli che si rivelerà luogo ideale in cui cimentarsi e risolvere, seppure in minima parte, i propri problemi unitamente alla consapevolezza che ciò sia possibile grazie all’aiuto reciproco e alla solidarietà vicendevole. A corollario dell’intera storia non mancherà neppure un finale a sorpresa. Nel mettere fedelmente in scena questa divertentissima commedia scritta nel 2005 da Laurent Baffie (Montreuil, Francia, 1958) desidererei evidenziare, oltre alla comicità che si sprigiona ad ogni battuta e al ritmo notevole che sostiene tutto l’impianto, anche altri aspetti che, secondo il mio punto di vista, rendono il testo più significativo ed offrono al pubblico, tra una risata e l’altra, alcuni spunti di riflessione. Primo fra tutti l’affiatamento, la complicità, l’aiuto reciproco che, tramite il gioco, caratterizzano il comportamento dei pazienti, cui fa seguito la convinzione che non si guarisce da soli e, da ultimo, che la presenza dello psichiatra sia meno importante dell’esperienza maturata insieme. Cercherò inoltre di rimarcare la possibile nascita di una delicata storia d’amore – appena accennata – tra i due personaggi dall’animo più semplice (Igi e Lili). Per una commedia di questo genere, in cui predomina la coralità ed in cui tutti i personaggi (con la sola eccezione della segretaria) sono sempre in scena, risulterà essenziale il lavoro di gruppo e l’affiatamento tra i vari attori, molti dei quali, significativamente, hanno già lavorato insieme. La recitazione dovrà presentare caratteri di uniformità pur assecondando le diverse tipologie dei personaggi i quali, anche se un poco stralunati e surreali, dovranno risultare assolutamente credibili in modo che per gli spettatori sia facile immedesimarsi in essi (chi, anche solo sporadicamente, non ha sperimentato almeno un TOC?), non potendo, al tempo stesso, trattenere la risata (liberatoria?) per le situazioni in cui i protagonisti si verranno a trovare.
Per gli stessi motivi anche la scenografia sarà realistica ma presenterà alcuni richiami al surrealismo (quindi alla realtà assoluta) come i quadri realizzati appositamente dal pittore Sandro Marchetti. Le musiche originali di Franco Fasano, eseguite alla fisarmonica da Massimo Tagliata, restituiranno l’atmosfera francese – anche se il nostro allestimento sarà “italiano” – a questa commedia che ha conseguito un grandissimo successo, oltre che nel Paese d’origine (tre anni ininterrotti in cartellone a Parigi, con l’assegnazione di un premio Molière), in Spagna, Belgio, Portogallo e in America Latina. (Silvio Eiraldi)

MUSICHE DI FRANCO FASANO
MUSICHE DI FRANCO FASANO

“La verità, sull’amore”
testo e regia di Nicoletta Bracco
con Agata Nerelli

Trama: Mirta tiene da anni una rubrica della Posta del cuore ma non ha mai avuto un grande amore. Credendo di aver trovato l’uomo della sua vita si licenzia, ma, a pochi giorni dal matrimonio, viene piantata in asso. Le conseguenze della storia sarebbero prevedibili se… se non vi fossero coinvolte la bizzosa dea dell’Amore in persona e la sua talentuosa figlia, da sempre al fianco di chi ha scritto le più belle storie d’amore. Se Einstein e Shakespeare non avessero attentato alle sue virtù, se Ecchimosi non avesse inventato le telenovelas, se l’inquilina del piano di sotto la smettesse di ascoltare i Dire Straits. Se solo tutte le storie d’amore non fossero già state scritte…

Trama: due coniugi vengono convocati a casa di un loro amico avvocato, nonché scapolone incallito, per una questione della massima urgenza, ma quando arrivano il loro amico non c’è. Il marito freme perché di lì a poco ha un appuntamento galante con un’altra donna e, dopo alcuni minuti di attesa, con uno stratagemma, riesce a convincere la moglie a lasciarlo andare. La moglie decide di rimanere ancora alcuni minuti in attesa dell’amico, che si presenta subito davanti ai suoi occhi non appena il marito esce di casa. Lo scopo dell’amico è quello di conquistare la donna che, evidentemente già attratta da lui, non esita a cadergli tra le braccia. I due passano tutta la serata assieme e senza rendersene conto si addormentano. Al risveglio la mattina dopo la donna è terrorizzata al pensiero del marito che non l’ha vista rientrare a casa e chiede aiuto all’avvocato per risolvere questa incresciosa situazione. Mentre cercano una scusa da trovare al marito, questi si presenta a casa dell’avvocato (quando la moglie è in un’altra stanza), dicendogli di non essere ancora rientrato a casa essendosi la sera prima ubriacato. Anche il marito chiede aiuto all’amico per poter trovare una giustificazione con la moglie. L’avvocato si districherà con successo da questo guazzabuglio traendone i vantaggi desiderati. 

La commedia in tre atti della durata di un’ora e quaranta circa scritta da Sacha Guitry è ambientata negli anni venti/trenta e non è mai stata rappresentata in Italia. In Francia è stata rappresentata in questi ultimi anni da Pierre Arditi, Michele Laroque e Francois Berleand prima, e da Pierre Arditi, Clotilde Courau e Martin Lamotte in una successiva ripresa.

Produzioni Teatrali
MC Sipario

Direttore di produzione:
Giorgio Caprile

17021 Alassio (Sv)
Via Paolo Ferreri, 75/7

Partita IVA 01642380099